HomeCronaca Locale › Testimonianze sulla sicurezza nei sottopassaggi cittadini: cosa emerge dalle ultime interviste
Cronaca Locale

Testimonianze sulla sicurezza nei sottopassaggi cittadini: cosa emerge dalle ultime interviste

📅 15 Agosto 2026✍️ di Andrea Bertinotti⏱️ 4 min di lettura

I sottopassaggi cittadini rappresentano una zona grigia nella percezione di sicurezza dei residenti alessandrini. Negli ultimi mesi, diverse testimonianze raccolte nei quartieri periferici e nel centro storico hanno messo in evidenza preoccupazioni concrete sulla fruibilità e la protezione di questi spazi pubblici. Abbiamo intervistato pendolari, genitori e volontari per capire cosa realmente percepiscono i cittadini quando attraversano questi passaggi sotterranei.

Come viene percepita veramente la sicurezza nei sottopassaggi da chi li utilizza quotidianamente?

La percezione della sicurezza nei sottopassaggi non è omogenea, ma dipende molto dall’ora del giorno e dalla manutenzione dello spazio. Chi si muove durante le ore diurne riferisce generalmente di sentirsi al sicuro, mentre gli utilizzi serali registrano una crescente sensazione di disagio. Un pendolare intervistato ha sottolineato: “Il sottopassaggio di via Perona è ben illuminato, ma verso le 18 inizia a diventare inquietante perché diminuisce il passaggio di persone”.

Le criticità segnalate riguardano principalmente tre fattori: illuminazione insufficiente in alcuni punti, scarsa visibilità dovuta a sporcizia e graffiti, assenza di presidi di controllo. Genitori di ragazzini che frequentano il centro città hanno espresso preoccupazione per l’autonomia di movimento dei figli, preferendo percorsi alternativi anche se più lunghi.

La pulizia rappresenta un aspetto centrale. Quando i sottopassaggi sono puliti, l’aspetto psicologico della sicurezza aumenta significativamente. Uno dei responsabili della manutenzione cittadina ha confermato che gli interventi di pulizia sono diventati più frequenti, ma restano insufficienti rispetto alle necessità reali.

Quali sono i comportamenti e i fattori che influenzano la sensazione di pericolo?

La paura nei sottopassaggi è spesso irrazionale ma comprensibile dal punto di vista psicologico. L’assenza di vie di fuga immediate, l’eco dei suoni, la sensazione di isolamento generano ansia anche in persone abituate allo spazio urbano. Le testimonianze indicano che comportamenti specifici aumentano la percezione di rischio: rumori insoliti, assembramenti, vandalismi visibili.

Interessante notare come CPTED|Crime Prevention Through Environmental Design sia poco conosciuto tra i cittadini, eppure esattamente questo approccio potrebbe risolvere molti problemi attraverso migliorie strutturali. L’aggiunta di specchi, telecamere visibili e segnaletica chiara ridurrebbe significativamente la paura percepita.

I graffiti, oltre al danno estetico, segnalano “territorio occupato” a chi utilizza lo spazio. Una ragazza ha testimoniato: “Quando i muri sono pieni di tag, senti che nessuno se ne prende cura, quindi diventa tutto più inquietante”. Questo fenomeno è documentato in criminologia urbana e rivela come l’ordine dello spazio comunichi messaggi di controllo e sicurezza.

L’affollamento durante gli orari di punta paradossalmente crea sia sicurezza che disagio: ci sono più testimoni potenziali, ma anche più stress dovuto alla congestione. Gli anziani evitano i sottopassaggi negli orari di maggior flusso, preferendo il rischio dei attraversamenti in strada.

Cosa chiedono i cittadini per migliorare questi spazi secondo le interviste raccolte?

Le richieste convergono su tre macro-aree: miglioria strutturale, presidio umano, tecnologia. Per quanto riguarda la struttura, i cittadini chiedono illuminazione a LED di nuova generazione, vernice anti-graffiti, pavimentazione antiscivolo e megafoni per comunicazioni di emergenza.

Il presidio umano rimane la richiesta più frequente. Agenti di prossimità, anche non armi, aumenterebbero significativamente la sensazione di sicurezza. Alcuni intervistati suggeriscono anche il coinvolgimento di volontari di quartiere in turni coordinati, modello già sperimentato in altre città con buoni risultati.

La tecnologia viene vista con interesse ma con cautela. Le telecamere di videosorveglianza sono ritenute utili da circa l’80% degli intervistati, purché accompagnate da regolamentazione sulla privacy. Sistemi di pulsanti di emergenza e comunicazione diretta con la centrale operativa rappresenterebbero un ulteriore livello di protezione.

Un volontario del comitato cittadino ha proposto l’introduzione di totem informativi e mappe con indicazione di vie di fuga, oltre a un numero di emergenza dedicato specificamente ai sottopassaggi.

Il ruolo delle istituzioni è adeguato secondo chi vive questi spazi?

La percezione è di un impegno parziale. L’amministrazione ha risposto negli ultimi due anni con interventi di pulizia programmati e riqualificazione estetica di alcuni passaggi, ma la continuità è stata altalenante. I cittadini chiedono pianificazione a lungo termine, non interventi spot.

Manca un dialogo costante tra cittadini e decisori. Gli intervistati suggeriscono la creazione di un tavolo permanente dedicato alla sicurezza nei sottopassaggi, con rappresentanti di quartiere, forze dell’ordine e amministrazione. Questa pratica partecipativa potrebbe trasformare la percezione stessa dello spazio.

La normativa sulla sicurezza stradale sotterranea esiste ma è poco conosciuta localmente. Sensibilizzare la cittadinanza su diritti e doveri nello spazio pubblico potrebbe contribuire a cultura di responsabilità condivisa.

Domande rapide frequenti

I sottopassaggi sono realmente più pericolosi di altri spazi? No, statisticamente sono zone a basso rischio, ma la percezione soggettiva è diversa dalla realtà oggettiva.

Quali sottopassaggi di Alessandria hanno la situazione migliore? Quelli del centro recentemente riqualificati e quelli con flusso costante di persone hanno migliori valutazioni di sicurezza.

Ci sono orari sconsigliati? Dopo le 19 e prima delle 7 il numero di testimoni diminuisce, aumentando il disagio psicologico.

Come segnalare problemi di sicurezza? Attraverso le app municipali o le segnalazioni dirette ai comitati di quartiere in coordinamento con le autorità.

Andrea Bertinotti

Andrea ha vissuto l’evoluzione di Alessandria dal centro storico alle nuove periferie, svolgendo ruoli di volontariato nei comitati cittadini. Da tempo racconta la vita di paese con una rubrica digitale, focalizzandosi su emergenze ambientali e identità locale.

Torna in alto